Il Fisco nell’internet business (2° parte)

Giulio74 2

Il Fisco nell’internet business oggi continua con la 2°parte come vi avevo promesso….

vedi ultima parte post precedente (risposta dr.Arena)……..“Se si decidesse di aprire la partita iva fin da subito, il documento da emettere non è più la ricevuta ma la fattura. In questo caso il consiglio che do è di farsi seguire fin da subito da un esperto fiscalista, onde evitare errori ed omissioni che anche se compiuti in buona fede possono costare sanzioni inutili (dato che si potevano prevenire)”

Infatti come tutti sanno LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA. Non andare ad inoltrarti in un campo che non è il tuo, e che fra l’altro è molto complicato. Qui il “fai da te” non è assolutamente consigliabile, anzi rischia di portarti via un sacco di tempo e di energia, che potresti dedicare al tuo business, e di causarti un sacco di guai.
Delega sempre questo lavoro a chi lo fa di mestiere e concentrati sul tuo.

DOMANDA n.4: “Una volta aperta la partita iva, scatta la questione sul codice attività (il codice di classificazione delle attività economiche) che bisogna utilizzare per le attività online. Qual’ è il codice attività adatto per le attività online?”


RISPOSTA: “Tra i diversi codici che si hanno a disposizione, per quanto riguarda l’inizio della attività online come la vendita di ebook, ci si può orientare verso un codice generico come il 749099 che fa riferimento alle attività professionali non classificate, oppure il 900309 che sarebbe il codice delle creazioni artistiche e letterarie. In quest’ultimo codice vengono comprese le attività degli scrittori individuali che trattano qualsiasi argomento come anche la stesura di manuali.


Nonostante io sia più orientato verso i due codici precedenti, segnalo inoltre l’855920 che si riferisce alle attività di corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale e 855990 in riferimento ad altri servizi di istruzione non classificati. Questi ultimi due sono più per attività di impresa, mentre la realizzazione di un ebook a mio parere la vedo di più nel campo delle creazioni
artistico-letterarie e quindi consiglio i primi due.”

DOMANDA n.5: “Se già possiedo un codice, ne posso usare un’altro?”

RISPOSTA: “Certamente si! Una volta aperta la partita iva l’ordinamento italiano prevede la possibilità di esercitare contemporaneamente più attività, ciò vuol dire che posso esercitare oltre all’attività principale altre attività di diverso codice ateco con la stessa partita iva.”

Vi segnalo inoltre che l’istat ha messo a disposizione un software per il calcolo automatico del codice ateco che trovate qui.

DOMANDA n.6: “Se sono già un dipendente pubblico potrebbero sorgere dei problemi ad avere una mia propria attività online? E se si, che tipo di problematiche potrebbero sorgere?”


RISPOSTAQuesta è una materia delicata, poichè ci sono molte norme che disciplinano l’impiego pubblico. Sicuramente finchè non aprirai una p.i., nessuno ti impedisce di avere un sito dove i visitatori possono scaricare materiale gratuito. I problemi sorgono quando inizi a guadagnare o apri la p.i.


Il settore pubblico ha come regola di base l’esclusività della prestazione di lavoro del dipendente pubblico nei confronti dell’amministrazione da cui dipende. Come sempre però, data una regola ci sono sempre delle eccezioni.


La prima è l’esclusione del principio di esclusività per i dipendenti pubblici a tempo parziale. In questo caso e’ infatti consentito, mediante motivata autorizzazione scritta dall’ente di appartenenza, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio, e non siano incompatibili con le attività di istituto della stessa amministrazione o ente.


Ci sono anche casi di dipendenti pubblici a tempo pieno che possono svolgere (sempre con autorizzazione scritta dal proprio ente) incarichi temporali o occasionali di diverso tipo, che siano però sempre compatibili con l’impiego pubblico e non ci siano conflitti di interesse con la pubblica amministrazione. Nota importante è che l’attività debba essere sempre svolta al di fuori dell’orario di servizio.


Il principio di esclusività è, in poche parole, quello di non distrarre il dipendente dall’esercizio di un pubblico impiego. Ad esempio viene considerata un’attività compatibile la creazione di opere di ingegno (come realizzare ebook, manuali e videocorsi).


Riguardo al carattere occasionale dell’incarico, data la complessità dell’argomento e delle numerose norme che lo regolano, non è detto che non si possa aprire una partita iva e non costa nulla chiedere il permesso all’ente di appartenza. Ci possono sempre essere delle deroghe (anche inaspettate).


Se si intende chiedere il permesso, è sempre importante sottolineare al dirigente cui lo si richiede, che si tratta di un’attività che verrà svolta fuori dal proprio orario di lavoro, magari la sera o nel fine settimana, e che consiste nella creazione di opere a carattere artistico-letterario (e non commerciale, che non viene mai visto di buon occhio!).


Casomai si aprisse la p.i. senza chiedere permesso e sorgessero problemi con l”amministrazione pubblica, prima di prendere provvedimenti contro l’impiegato, questa è obbligata per legge a diffidarlo e ad eliminare la causa di incompatibilità ENTRO 15 GIORNI.”

Quindi caro dipendente pubblico, non temere, non verrai sbattuto in galera o multato seduta stante, ma ti verranno dati 15 giorni per metterti a posto. Il consiglio del Dr. Arena (ed anche il mio) è quello di CHIEDERE SEMPRE PRIMA L’AUTORIZZAZIONE, in modo da aver subito chiara la situazione senza dover subire poi amare sorprese….

Vediamo adesso come si comporta il fisco nell’internet business nel caso in cui tu abbia due redditi.

DOMANDA n.7: “Supponendo quindi di avere due tipi di reddito, uno da lavoratore dipendente (pubblico o no) e uno derivante dalla mia nuova attività online, come vanno dichiarati?”

RISPOSTA: “Semplicemente, a fine anno, si dovrà compilare la dichiarazione dei redditi in cui fare confluire i due tipi (il primo certificato dal CUD rilasciato dal proprio datore di lavoro). Si somma il tutto e si calcolano gli eventuali congualgli di imposta. L’unico neo è che sommando i due redditi nella tua dichiarazione, avrai un reddito complessivo più alto e quindi maggiori imposte da pagare.”

                                                                                          Fine 2° Parte

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2 Commenti »

  1. Anonymous gennaio 9, 2013 at 8:23 am - Reply

    posso aprire una partita iva ditta individuale con due codici ateco completamente differenti? tipo agricoltore e agente commercio casalinghi?

  2. Giulio Fabbri gennaio 23, 2013 at 7:58 pm - Reply

    Non ti saprei dire, chiedi al tuo commercialista, se non ne hai già uno ti consiglio o il Dott. Arena oppure il mio "Studio Pini e Associati" (cerca su Google)

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